Contesto

Giovani e volontariato nell`Unione europea

Recentemente uno studio sul volontariato, commissionato dalla Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione europea, ha cercato di identificare come questo settore possa essere funzionale agli obiettivi dell´Unione Europea e quali possano essere le modalità di sostegno e di sviluppo del volontariato a livello europeo. 

E' emerso, in prima istanza, che sussistono divergenze tra le diverse inchieste e metodi di studio nazionali che non hanno permesso una comparazione statistica precisa, ma solo indicativa sul livello e la natura del volontariato nell'UE. Si possono notare delle differenze marcate tra i tassi di volontariato tra i diversi Sati membri, la ripartizione è fatta tra:

  • Paesi con un tasso molto elevato di volontariato (ad esempio Austria, Svezia, UK);
  • Paesi con un tasso elevato (ad esempio Germania, Finlandia, Lussemburgo);
  • Paesi con un tasso mediamente elevato (ad esempio Estonia, Francia, Lettonia);
  • Paesi con tasso relativamente basso (ad esempio Belgio, Spagna, Cipro, etc.);
  • Paesi con un basso livello di volontariato (ad esempio Italia, Grecia, Lituania, etc.)

Le tendenze in materia di tassi di volontariato negli ultimi dieci anni variano tra gli Stati membri, anche se si può riscontrare una generale tendenza alla crescita del numero dei volontari attivi nell´UE. Le ragioni di questa tendenza sono una migliore presa di coscienza dei problemi sociali e ambientali; delle iniziative pubbliche per promuovere il volontariato; un numero crescente di organizzazioni e di volontari; l´aumento di progetti a breve termine in opposizione  al volontariato a lungo termine; una partecipazione più consistente delle persone  anziane e una evoluzione nella percezione del pubblico nei nuovi Stati membri.

Gli adulti tra i 30 e i 50 anni costituiscono il tasso più elevato dei volontari. La maggior parte dei paesi ha la tendenza ad avere più volontari maschi che donne, e soprattutto gli individui che occupano un posto di lavoro sono i volontari più attivi.

Circa i giovani e la loro percezione del volontariato transnazionale non esistono studi precisi , sia dal punto di vista di dati statistici di disposizioni regolamentari e istituzionali, sia dal punto di vista di problemi, differenze, tendenze e sensibilizzazione. Viene generalmente assunto come fatto di fatto l'indicazione che tra le principali difficoltà del volontariato non vi è tanto il basso numero di volontari bensì le discordanze esistenti tra le necessità delle organizzazioni di volontariato e le aspirazioni delle nuove generazioni di volontari.

Il progetto proposto vuole quindi approfondire quali, nell'ambito del contesto culturale generale del volontariato di oggi, siano le aspirazioni e le specificità manifestate dalla generazione attuale in relazione al loro coinvolgimento e partecipazione in attività di volontariato transnazionale.

Riteniamo che questo obiettivo vada nella direzione di quanto espresso dalla Commissione Europea nella strategia dell'Unione europea per investire nei giovani e conferire loro maggiori responsabilità, ovvero dell'importanza che i giovani diano prova di solidarietà verso la società attraverso il volontariato, questo approccio contribuisce anche al loro sviluppo personale, alla mobilità nel settore dell'istruzione e della formazione, alla competitività, alla coesione sociale e alla cittadinanza. Inoltre, il volontariato dei giovani contribuisce in modo significativo alla solidarietà intergenerazionale.

Il Progetto

Il progetto si caratterizza per essere sostanzialmente una ricerca-azione intesa come strumento non tanto per approfondire determinate conoscenze teoriche, bensì', nel caso specifico:

  • analizzare la percezione dei giovani alle attività di volontariato transnazionale valutandone aspirazioni e criticità;
  • introdurre nell'attività di ricerca momenti di sensibilizzazione e di coinvolgimento dei giovani sui temi della partecipazione e del volontariato con l'obiettivo di migliorarne la percezione.

Ciò nel tentativo di valorizzare la dimensione culturale e sociale del volontariato, nella consapevolezza infatti che:

  • Le attività del volontariato hanno una serie d'impatti a livello sociale sia per i singoli volontari e sia per la società in generale e molti tra questi impatti sono funzionali agli obiettivi dell`UE.
  • Impiego e inclusione sociale: il volontariato da una parte favorisce l´inclusione sociale e l´integrazione, elementi importanti della politica europea, e dall´altra può essere un trampolino di lancio nel mondo del lavoro giacché consente di ricevere un tipo di formazione professionale relativa a un particolare progetto lavorativo.
  • Educazione e formazione: il volontariato può anche permettere di testare potenziali carriere e di scegliere un particolare percorso di formazione.
  • Cittadinanza attiva: il volontariato favorisce anche la partecipazione diretta dei cittadini e lo sviluppo della società civile e della democrazia.

L'attività prevede pertanto l'organizzazione di incontri in ambito scolastico secondo la seguente articolazione:

1 – fase introduttiva di informazione/partecipata con l'obiettivo di:

  • informare i giovani sui temi dell'anno europeo del volontariato
  • Informare i giovani sulle iniziative messe in campo dall'Unione Europea per sostenere il volontariato transazionale (programmi e mobilità)
  • avviare una riflessione sulle esperienze di volontariato presenti tra i ragazzi quale attività preparatoria alla ricerca sulla percezione

2 – fase di ricerca con l'obiettivo di:

  • Valutare il grado percezione dei ragazzi alle attività di volontariato transnazionale
  • Valutare le aspirazioni delle nuove generazioni di volontari
  • Valutare eventuali criticità emerse che ostacolano la partecipazione dei giovani al volontariato transnazionale

Il progetto avrà una durata di 4 mesi (Novembre 2011 – Febbraio 2012) e il numero di giovani che il progetto intende raggiungere per le attività informative è idealmente fissato in 1.500.